Il profumo della mia terra

Le chiese, le spiagge, la tranquilla e serena passeggiata per le strade dell’isola. Corse sulla scogliera, gite in barca, faticose traversate in canoa, ma solo poggiando una mano sull’acqua, sfiorandola, si percepisce la sua grandezza.

Il profumo del mare, la delicata brezza che ti accarezza il viso, vicoli stretti piene di scorciatoie, fermano le lancette dell’orologio, impedendo di monitorare le ore, i giorni e perfino i decenni. La vista, al calar del sole, dal belvedere della Chiaia, è incantevole, è una divina proiezione di ciò che in natura è perfetto. Tutto è rimasto immutato nel corso degli anni, il tempo ha sigillato la sua bellezza come in una cartolina, questa è Procida, la piccola perla del golfo di Napoli.

Suggestivo è il suo borgo dei pescatori. Scenari caratteristici, barche, reti e uomini con stivaloni che le rammendano. Abili sarti, si dedicano con passione a far rivivere arcaiche tradizioni.

L’odore forte del pesce appena pescato si insinua sugli indumenti dei pescatori, che fanno rientro dalle loro mogli dopo una notte in mare. La corricella, luogo incantato, avvolto da miti e leggende, probabilmente stregato dalla presenza nelle vicine acque da sirene belle ma fatali.

I saraceni scacciati, avranno maledetto queste terre, all’eterna quiete, condannandole al paradiso terrestre.

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