Lo specchio deformante

La vita, da uno specchio, può cambiare, quando si ha una percezione distorta della realtà. E’ come guardare dal fondo di una bottiglia, il proprio corpo, che muta la forma in qualcosa di diverso, non appartenente alla tua persona. Un’ombra, di qualcuno altro, che ti segue, che ti osserva, vorrebbe diventare la tua, ma prendi le distanze da lei. Non la vuoi. La respingi, pronta a tutto, anche a costo di farti amici, semplici cucchiai di acciaio, gelidi quando si adagiando con fermezza sopra la lingua. Se non basta, si spingono con forza fino a raggiungere la faringe, perché il fine è più prestigioso del disgustoso gesto, quasi da rituale. Un’abitudine per molte, una normale pratica dopo i pasti, per sentirsi in armonia con se stesse. Ma solo con se stesse, perché agli occhi del mondo sei solo anoressica o bulimica. Niente di più e niente di meno.

Sazie solo di uno strano senso di compiacimento, felici per le ossa in vista, mostrando soddisfatte le linee del corpo asciutto. Più si assottiglia la vita e più sembra che lieviti, uno strano effetto ottico che vive nella tua mente, che alberga in te confondendoti, che non si potrà condividere con nessun altro, se non con la propria anima.

Forza di volontà, autostima, voglia di vivere, ma sopratutto l’amore delle persone che ti circondano, potranno farti risalire dal fondo, dagli abissi del digiuno e farti prendere in mano il tuo futuro.

Lo stato d’animo è quello di un tossicomane che vuole dare un taglio con il passato ma è inerme davanti alla tentazione, ma come in tutte le cose, la chiave è la perseveranza.

Il profumo della mia terra

Le chiese, le spiagge, la tranquilla e serena passeggiata per le strade dell’isola. Corse sulla scogliera, gite in barca, faticose traversate in canoa, ma solo poggiando una mano sull’acqua, sfiorandola, si percepisce la sua grandezza.

Il profumo del mare, la delicata brezza che ti accarezza il viso, vicoli stretti piene di scorciatoie, fermano le lancette dell’orologio, impedendo di monitorare le ore, i giorni e perfino i decenni. La vista, al calar del sole, dal belvedere della Chiaia, è incantevole, è una divina proiezione di ciò che in natura è perfetto. Tutto è rimasto immutato nel corso degli anni, il tempo ha sigillato la sua bellezza come in una cartolina, questa è Procida, la piccola perla del golfo di Napoli.

Suggestivo è il suo borgo dei pescatori. Scenari caratteristici, barche, reti e uomini con stivaloni che le rammendano. Abili sarti, si dedicano con passione a far rivivere arcaiche tradizioni.

L’odore forte del pesce appena pescato si insinua sugli indumenti dei pescatori, che fanno rientro dalle loro mogli dopo una notte in mare. La corricella, luogo incantato, avvolto da miti e leggende, probabilmente stregato dalla presenza nelle vicine acque da sirene belle ma fatali.

I saraceni scacciati, avranno maledetto queste terre, all’eterna quiete, condannandole al paradiso terrestre.

L’inesorabile trascorrere del tempo

Ti svegli una mattina e ti accorgi d’un tratto di aver vissuto il tuo tempo, ogni ruga che solca il tuo viso, ti ricorda attimi felici, e dolori incancellabili, sogni svaniti e obiettivi raggiunti. Nasciamo, cresciamo, viviamo, riducendosi tutto all’instancabile ricerca della felicità, dinanzi, una lunga autostrada da imboccare, ma per cosa? Per rincorrere una sensazione, uno stato d’animo. Ci affanniamo tanto durante il tragitto tralasciando il piacere della percorrenza, e tutto per quegli attimi sfuggenti. Una vita d’amore per un amore di vita, tante rinunce, tante delusioni, troppi no, le porte sbattute in faccia. Mani stanche di lavorare, si apprestano ad accendere l’ennesima sigaretta consolatrice, per dimenticare e dare sollievo all’anima.

Ti guardi allo specchio e ritorni indietro, a quegli anni bui, che ti hanno fatto diventare uomo prima di tutti, che hanno forgiato la tua persona, plasmando il tuo essere. Forse il segreto della felicità, sta proprio nel non smettere mai di cercala e accontentarsi delle piccole gioie quotidiane, e di amorevoli gesti. E’ lontano il giorno in cui conobbe lei, la madre dei suoi figli, splendida nel suo abito bianco mentre pronunciava, il suo si lo voglio.

I drammi lasciano tante cicatrici sul cuore, ma tutto passa, il vigore, la speranza, e prima o poi anche la nostra presenza sulla terra.

Il cambiamento

L’arte, in tutte le sue forme, è qualcosa di surreale, di divino, che ci sorprende con la sua forza attrattiva. La musica, il cinema, la pittura, la danza, ed infine la scrittura, essenza vitale di un instancabile amante della arcaica e tradizionale penna. Vorrei soffermarmi su quest’ultima, e decantare della sua bellezza.

La scrittura, ha origini antichissime, nella lontana Roma e nella lontana Grecia, i primi autori, generalmente, filosofi, narravano di storie passate e di miti, di vicende giuridiche e di casi popolari.

Con il passar dei secoli e dei decenni, la scrittura si è plasmata su generi letterari diversi, dal romanticismo al verismo, dal futurismo all’idealismo fino al neorealismo del dopoguerra, tramutandosi, poi, in un genere a sfondo sociale, tipico di Sciascia.

Solo benestanti e quindi intellettuali prima avevano il piacere di accostarsi alla letteratura, forgiando le loro menti con la cultura e la conoscenza.

Oggi un libro è alla portata di tutti basta solo volerlo leggere, essendo cambiato anche il modo di acquistarlo. Non bisogna più recarsi nelle librerie, basta un pc e una carta prepagata e il gioco è fatto.

Sono gli ebook. La rivoluzione digitale che ruota intorno al mondo dell’editoria, tutti ne parlano, ma molti sono ancora legati all’odore della carta stampata, allo sfrigolio delle pagine sfogliate. Tra alcuni lettori, invece, ha preso piede l’idea di abbattere i costi, infatti, se un buon libro, in versione cartacea, costerà all’incirca 15 euro, la sua versione digitale, sarà scaricabile per circa la metà dell’importo. Niente male, non credete ? Sono convinta che sia un buona idea, un binomio perfetto, l’informatica, dunque il digitale, e l’editoria, per stimolare la lettura in chi trascorre inutilmente il suo tempo davanti ad un computer, o peggio ancora a chi è abituato ad avere quei giochi elettronici portabili.

Uno scrittore che ovviamente è anche lettore, ha una visione diametralmente opposta della storia, deve cercare di appassionare, dando forza alla sua passione, facilitato dal calore del manoscritto stampato su carta, rilegato, con copertina e con tanto di segnalibro.

Questo è il prezzo da pagare per la tecnologia che ci avvolge e che ci sorprende quotidianamente. Gli ebook un giorno, in un futuro non molto lontano, saranno la regola, e i libri, quelli che si ammassano sulle scrivanie o si collocano confusamente sugli scaffali, l’eccezione. Vorrei terminare, affermando, quindi, che l’editoria si adatta, necessariamente, al mondo che è in continuo mutamento.

Pensieri & Parole

Scrivere

Mentre tutto scorre, il tempo, gli anni, le nuvole, il bisogno di te resta immobile, fermo lì, nell’anima. Cala il sole all’orizzonte lasciando il cielo come la tavolozza di un pittore, mi scalda la gola il fumo di una sigaretta, e il mio pensiero vola a te. Le estati e gli inverni non riescono a distogliere il mio interesse nei tuoi confronti, sei l’essenza e l’esigenza, la ragione e l’ irrazionale, sei il giusto e il sbagliato, la menzogna e la verità. Sei il perché di tante notti insonni, di tanti attimi distratti, la voglia di scrivere non si affievolisce, e non si perde dopo la parole fine. Tu che fai immaginare vite diverse e personaggi singolari, tu che ci fai emozionare di noi stessi, ci fai gioire e imprecare per le storie narrate. Non ci abbandonare all’oblio dello scrittore ma traghettaci verso l’intrigante mare della creazione.

Sogni persi dietro ad una nuvola

Una storia come tante, un destino come pochi, una morte crudele.

E’ difficile raccontare di ciò che fa male, di quel dolore lancinante al petto, simile ad un infarto. Tutto scorre,  d’un d’tratto la vita ti molla, abbandonandoti a te stesso, senza nessuna ancora di salvataggio, hai solo le braccia, per stare a galla.

… continua

Lo swing dello scrittore

Lo swing dello scrittore.

Pensieri e Parole

Capitolo 1

La Follia

Nel vocabolario della Treccani, alla voce follia, si legge : Termine (non tecnico) usato genericamente per indicare uno stato di alienazione mentale (sinonimo quindi di pazzia), si riferisce alla condizione di grave compromissione delle funzioni psichiche indotta da una patologia mentale. È stata ampiamente sostituita con la locuzione malattia mentale

La Follia è in ognuno di noi. Ma cos’è la follia a conti fatti ? Essere folle non vuol dire essere mentalmente instabile o schizofrenico, anche a piccole dosi, a mio avviso, siamo tutti noi un po’ folli.

Ci fa respirare il profumo della vita, la profonda convinzione che tutto si possa realizzare, bisogna solo crederci intensamente e non mollare mai, anche quando si ha un motivo in più farlo.

Saltare sul primo treno per amore, gareggiare su un auto ad alta velocità, tuffarsi nel vuoto da un ponte sostenuto solo da una corda, ogni attimo vissuto follemente, è un momento di vita che sarà  ricordato. Questo resterà  nella nostra mente.

La ricerca dell’adrenalina ci rende vivi, a tal punto da credere di poter avere tutto racchiuso in una mano, lanciarsi a metri d’altezza per assaporare quella sensazione tipica di chi ha le ali per volare, ci rende arroganti e saccenti nei confronti della vita.

La follia ci serve per realizzare i nostri desideri reconditi, i nostri progetti di una vita, come cambiare città o acquistare casa. Ci si butta, spesso, a capofitto in situazioni poco noto o poco chiare, spinti da un’inspiegabile forza esterna, e altro non possiamo fare che essere accondiscendenti.

E’ se fosse tutto destinato, un disegno più grande di noi stessi, e se noi fossimo solo delle pedine poste su una scacchiera. Ci piace pensare che ci sia qualcosa di più grande di noi che governa l’universo, non è una questione di fede, e non è neanche una questione di scienza, ci convinciamo della presenza di una forza, solo per avere la speranza, solo per non perdere il coraggio di andare avanti. Ma la chiave è in noi stessi, siamo noi il centro, il nucleo dell’atomo.

 

 

 

 

 

 

 

Il Buio Nell’Anima

 

Aveva splenditi capelli castani che le scendevano lungo le spalle , il suo corpo snello era invidiato da chi amava l’estetica più di ogni altra cosa al mondo, un viso da investire in milioni di riviste, quasi angelico, il quale racchiudeva all’interno due occhi. Questi però rappresentavano qualcosa di trascendentale, qualcosa che andasse contro la natura del mondo. Da molti venivano definiti come il passaggio dal mondo terreno al paradiso. Ma tutto d’un tratto gli anni bui arrivano anche per i più innocenti e la ragazza, di nome Eveline, subiva molestie, violenze, soprusi, veniva picchiata a sangue dai messaggeri del Diavolo perché volevano spegnere per sempre i suoi occhi graziati… Continua

 

 

Nico